GONZAGO’S ROSE – COMPAGNIA TARDITO/RENDINA

GONZAGO’S ROSE

COMPAGNIA TARDITO/RENDINA (IT)

30 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Lavanderia a Vapore Corso Pastrengo, 51 Collegno (TO)servizio navetta gratuita da Metro Fermi alla Lavanderia A/R

GONZAGO’S ROSE. Un uomo sicuro‚ duro come la sua sedia‚ hombre pasionado che confonde l’Amor con la violensa‚ una donna offesa‚ prostrata‚ bagnata insieme alle sue rose‚ mujer desiderosa che subisce la violensa per un toco de Amor‚ vivono insieme da “100 anni” allevando rose. Incalzati da incubi travestiti da sogni e poesie annacquate‚ condividono una sola realtà: ballare i vecchi ricordi in abiti stanchi.
GONZAGO’S ROSE nasce nel 1999, con il sostegno dell’Associazione Sosta Palmizi. Un duo in cui il linguaggio della danza abbraccia quello teatrale, colorando di ironia e tragicità una scoppiettante storia d’amore. Diventa subito uno spettacolo di culto, invitato a numerosi festival in Italia e all’estero: Drodesera/Centrale Fies‚ Volterrateatro‚ InCastro danza, Teatro Kismet Opera‚ Cantieri Koreja, Dansem, Contrappunti, Teatro delle Briciole, Fondamenta Nuove, Teatri 90 Festival delle Rocche, Teatri Invisibili, festiaval Dansem/Marsiglia, La Boite a Jouer/Bordeaux.

La Compagnia Tardito/Rendina nasce dall’incontro dei danzatori/coreografi Federica Tardito e Aldo Rendina‚ provenienti da una riconosciuta esperienza professionale come interpreti con coreografi come Raffaella Giordano‚ Giorgio Rossi‚ Roberto Castello‚ Anna Sagna‚ Claude Coldy‚ Georges Appaix e Pierre Byland. Insieme assaporano il gusto di percorrere le vie dell’ironia nelle sue diverse forme.
Tra gli spettacoli più significativi Gonzago’s Rose, Circhio LumeOh Heaven (il Paradiso Possibile), Il Compito. Collaborano al progetto Del bene Del male, regia di Stefano Cenci con Dimensioni Parallele Teatro, che debutta a Modena nella rassegna Prime Visioni. In collaborazione con Bruno Franceschini, L’anatra, la morte e il tulipano, Eolo Awards 2015, Menzione Speciale al Festival Terre Comuni. Creano, inoltre, eventi performativi in spazi urbani. Federica Tardito e Aldo Rendina sono Artisti Associati dell’Associazione Sosta Palmizi/MiBACT.

Di e con Federica Tardito, Aldo Rendina
Musiche VELIOV Naat, PROKOF’EV Sergej, D’AURI Gino, FERRER Ibrahim
Creazioni luci Sandro Carnino
Produzione Compagnia Tardito/Rendina, anno 1999
Con il sostegno Associazione Sosta Palmizi/MiBAC
Grazie all’occhio complice e amico di Giorgio Rossi e alla presenza di Doriana Crema

durataduration 60'

LES MISERABLES

C&C COMPANY (IT)

30 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Lavanderia a Vapore Corso Pastrengo, 51 Collegno (TO)servizio navetta gratuita da Metro Fermi alla Lavanderia A/R

Signore e signori! Guardino questa creatura, per come Dio l’ha fatta, non è nulla, proprio nulla. E adesso guardino l’arte, cammina impettita, ha giacca e pantaloni, porta la sciabola! Guardino i progressi della civiltà: tutto progredisce. La scimmia fa già il soldato; certo non è gran che, è il gradino più basso della specie umana! Georg Büchner-Woyzeck 

LES MISERABLES. Un affresco spietato e immorale sull’oggi, un dramma medio-borghese contemporaneo, a tratti familiare. Una carrellata di stereotipi, già visti, già detti, agiti. Il teatrino delle miserie umane: corpo e voce a servizio di un penoso corale che fa eco a Le rane di Aristofane, forse a un’operetta di Offenbach o ancora alla celebre opera Brechtiana. Staticità e immobilismo in risposta al crollo (fisico, politico, sociale, ambientale…) imminente, evidente. Cosa ci sta accadendo intorno? 

Un approfondimento sull’attualità e sulla ricerca di connessioni tra le forme di protesta presenti – raramente fondate sull’idea di evoluzione e rivoluzione umana – e la storica visione illuminista (illuminata), che mette Cultura e Arte al centro del cambiamento. Un lavoro che porta nuovamente la compagnia a indagare tematiche sociali contemporanee, attraverso un linguaggio “anfibio” di forte impatto e un complesso livello drammaturgico a sostegno dell’opera.

C&C Company si identifica come progetto di creazione e sviluppo di un linguaggio artistico in continuo divenire, indirizzato verso un’indagine fisica e drammaturgica, in stretta relazione con le urgenti tematiche sociali contemporanee. Caratterizzata da un lavoro costante e privo di sovrastrutture, C&C si interessa alla profondità delle relazioni interpersonali con l’obiettivo di portare la verità sul palco attraverso un linguaggio profondamente fisico che consenta al pubblico di sentirsi rappresentato all’interno della sua universalità. La compagnia, nata nel 2011 dall’incontro artistico tra Carlo Massari e Chiara Taviani, denota fin dagli esordi una vocazione per l’ibridazione tra danza, physical theater e altri codici artistici (parola recitata e cantata, cinema, musica, performing art), avvalendosi di preziose collaborazioni con professionisti provenienti da tutta Europa. La compagnia vanta intense tournée in Italia e all’estero e prestigiosi riconoscimenti internazionali – tra cui Hiver Oclytes/Les Hivernales (FR), Hannover International Choreographers Competition (DE), Zawirowania Competition (PL), Konzert Theater Berne (CH), Machol Shalem Dance Competition (IL), ActFestival (ES), Premio Roma Danza (IT), CrashTest (IT). Ricorrenti le creazioni che prevedono il coinvolgimento delle comunità. Parallelamente sono in continua evoluzione i progetti formativi finalizzati alla performance in collaborazione con rilevanti festival e realtà culturali italiane tra cui Roma Europa, Agorà Coaching Project, Teatri di Vetro, Art Factory International, nonché collaborazioni e coproduzioni con compagnie celebri e di forte rilevanza internazionale quali Petri-Dish (BE), Cia Du’k’to (ES), Ortika (IT).

Carlo Massari nasce a Bologna nel 1984 e già in giovane età si cimenta in diverse discipline artistiche. A soli 14 anni entra a far parte della compagnia O.T.E. Saracinesche e successivamente lavora la Compagnia del Teatro dell’Argine. Sono numerose le collaborazioni italiane ed estere in qualità di performer: Biennale di Venezia, Compagnia della Rancia, Teatro Comunale di Bologna, Balletto Civile, Compagnia Abbondanza/Bertoni e Cie PetriDish (BE). Nel 2011 con l’artista Chiara Taviani dà vita alla Compagnia C&C portando a debutto numerose produzioni di successo nazionale e internazionale. Svariate le collaborazioni con diverse realtà del panorama italiano ed europeo, tra cui Agora Coaching Project (IT), Dukto (ES), La Verdi (IT), KDC (PL), Compagnia Ortika (IT). Dal 2017 la direzione di C&C è affidata unicamente a Carlo Massari. Dal 2019 è direttore artistico del Festival Danzare il Tramonto (BO) e del progetto Anfibia (Art Factory International – Leggere Strutture).

Coreografia Carlo Massari / C&C Company
Con Carlo Massari, Alice Monti, Stefano Roveda, Nicola Stasi
Coproduzione Triangolo Scaleno/Teatri di vetro, TCVI/Danza in Rete
Vocal coaching Chiara Osella
Produzione 2020

 

Selezionato alla NID Platform 2019

PRIMA REGIONALE

durataduration 30’

SOPRA DI ME IL DILUVIO

COMPAGNIA ENZO COSIMI (IT)


28 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 Torino

“Una scrittura di danza scarna, ossuta, un campo percettivo vuoto in cui si vive in uno stato irreale, visionario. Partiture di gesti, movimenti, in apparenza semplici ma che riportano alla complessità del lavoro sulla ‘presenza’, sull’atto performativo, sulla percezione del sistema nervoso a discapito di quello muscolare. Amplificare in scrittura coreografica fenomeni naturali che tendiamo a considerare scontati e renderli visivamente come campi che sconfinano verso una spiritualità laica, una metafisica del corpo, un pellegrinaggio di meditazione.
Dopo la creazione Welcome to my world, dedicato all’idea della fine del mondo, del verificarsi di una nuova Apocalisse, prendo nuovamente ispirazione dal rapporto doloroso dell’Uomo con la Natura nella società contemporanea. Ripensare l’opera come un luogo di magia e di perdita di certezze. Dare spazio a un’arte della coreografia che contenga una componente tecnica rigorosa, sperimentale, attraverso la quale indirizzare una riflessione sul mondo in cui viviamo. Esaurito il paradigma della postmodernità, si ipotizza l’apparire di un Nuovo Uomo che si affaccia a un paesaggio arcaico, tribale di cui il continente africano rappresenta l’emblema. Un’Africa urlata, violata, che, nonostante i massacri senza fine a cui è sottoposta da sempre, riesce a restituirci una visione di speranza”. Enzo Cosimi

Enzo Cosimi è tra gli artisti più autorevoli della coreografia contemporanea italiana. Coreografo ospite del Teatro Alla Scala di Milano e del Teatro Comunale di Firenze, firma nel tempo con la sua compagnia produzioni per i più prestigiosi festival e teatri internazionali, girando 4 continenti e collaborando con artisti dell’eccellenza italiana e internazionale. Nel 2006 firma la regia e la coreografia della Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, protagonista l’étoile Roberto Bolle e 250 interpreti. Nella sua carriera mette a segno con la sua compagnia circa 50 produzioni, tra cui Sopra di me il diluvio, presentato alla Biennale di Venezia nel 2014 che ottiene il Premio Danza&Danza 2014 come Migliore Produzione Italiana dell’Anno e il Premio Tersicore 2015 a Paola Lattanzi come Migliore interprete contemporaneo.
Le sue creazioni artistiche vedono, nel tempo, collaborazioni importanti, tra cui Fabrizio Plessi, Luigi Veronesi, Miuccia Prada, Daniela Dal Cin, Aldo Busi, Stefano Galanti, Aldo Tilocca, Richie Hawtin. Nel 2012 riallestisce, per il progetto RIC.CI ideato da Marinella Guatterini, il suo primo spettacolo Calore. Negli ultimi anni realizza le due trilogie: Sulle passioni dell’anima che affronta i temi della paura collettiva, del desiderio e del dolore; Ode alla bellezza, 3 creazioni sulla diversità, pensata per spazi non teatrali e performer non professionisti, che indaga la realtà delle persone senza fissa dimora, dell’omosessualità anziana, della transessualità, definito da Artribune uno dei migliori dieci lavori del 2018. Cosimi vince il premio nazionale della critica ANCT 2018.

Paola Lattanzi: performer, coreografa, laureata alla Amsterdam University of the Arts in coreografia (SNDO). Dal 2002 collabora con la Compagnia Enzo Cosimi, nel 2014 l’assolo Sopra di me il diluvio, presentato alla Biennale Danza di Venezia, vince il premio Danza & Danza come miglior spettacolo italiano. Nel 2015 vince il premio Tersicore come migliore interprete contemporanea. Dal 2014 è docente di improvvisazione, tecnica e composizione presso la Scuola Civica Paolo Grassi. Dal 2019 collabora con l’artista Marinella Senatore, nello stesso anno debutta al festival Exister (Milano) il suo assolo Crying out loud.

Regia, coreografia, scene, costumi Enzo Cosimi
Collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi
Con Paola Lattanzi
Video Stefano Galanti
Musiche Chris Watson, Petro Loa, Jon Wheeler
Fruste sciamaniche Cristian Dorigatti
Disegno luci Gianni Staropoli
Organizzazione Anita Bartolini
Cura del progetto artistico Maria Paola Zedda
Produzione Compagnia Enzo Cosimi e MIBACT
In collaborazione con Biennale di Venezia 2014
Con il sostegno per le residenze di Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Arteven, Milano Teatro, Scuola Paolo Grassi, Abruzzo Circuito Spettacolo

Premio Danza&Danza 2014 come Migliore Produzione Italiana dell’Anno
Premio Tersicore 2015 a Paola Lattanzi come Migliore interprete contemporaneo

PRIMA REGIONALE

durataduration 50’

YOUNG BLOOD

ARNAU PEREZ (ES)

28 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 Torino

YOUNG BLOOD. Cosa significa essere giovani?
Young Blood rappresenta tutti quei giovani, quella generazione dotata di energia, creatività e coinvolgimento per sviluppare nuovi percorsi, a cui però la società non consente di prosperare. Osserviamo continuamente nuove correnti, tendenze, nuovi discorsi dei “Young Blood” che sono sempre più in linea con il mondo in cui viviamo… Perché non hanno potere? Questa performance racconta la rivendicazione della propria posizione e dimostrare cosa vuol dire essere i giovani e appartenere alle nuove generazioni che cambieranno il pianeta.
Young Blood è stato premiato come miglior coreografia alla 24° edizione del Masdanza, ha vinto il Premio della Giuria al 32° Contest Coreografico di Madrid, ha dato la possibilità al coreografo Arnau Perez di viaggiare oltreoceano e presentare un lavoro site specific a Washington DC. nel 201 e di partecipare al Programma Coreografico di Residenza dell’American Dance Festival.

“Siamo la nuova generazione di giovanissimi che con energia, creatività e impegno cerca di costruire nuove direzioni e nuovi sentieri da seguire, ma viene buttata giù dall’umore negativo della società in cui viviamo. Ognuno di noi ha molto da dire e da rivendicare in ogni luogo e in ogni ambiente. Tu ci stai guardando. Noi siamo pronti… e tu?”.

ARNAU PEREZ, è un artista nato a Blanes in Spagna, laureato in Danza Contemporanea al Conservatorio Superior de Danza di Madrid. Come coreografo, i suoi pezzi sono stati messi in scena in tutto il mondo, dall’Europa Mediterranea all’America Centrale. Ha lavorato come coreografo per il Jove Ballet de Catalunya (Barcellona), Laboratorio 180 (Madrid) e Company E (Washington DC).
Il suo lavoro si caratterizza per il dinamismo in relazione al suo background urbano, che gli permette di portare in scena differenti abilità e movimenti quasi in contrasto tra loro. Nelle sue creazioni Perez enfatizza l’uso globale dello spazio insieme a una composizione meticolosa.
Come danzatore ha lavorato con Instituto Stocos, Marcat dance and Elías Aguirre dance Company, i Sharon Fridman, Guido Sarli, Victoria P. Miranda, Fernando Magadanb e molti altri.

Coreografia Arnau Pérez
Danzatori Paula Montoya, Adrián Manzano, Arnau Pérez
Disegno luci Álvaro Estrada
Musiche Borja Rodríguez
Supportato da Masdanza, Certamen coreoógrafico de Madrid, Centro de Danza Canal, Ajuntament de Blanes

Primo premio come miglior coreografia al 24° Masdanza di Gran Canaria (Spagna)
Audience award al 32° Certamen Coreografico di Madrid (Spagna)

PRIMA NAZIONALE

durataduration 13’

IF YOU COULD SEE ME NOW

ARNO SCHUITEMAKER (NL)

26 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 Torino

IF YOU COULD SEE ME NOW. Tre danzatori in un club chilled-out ci ipnotizzano e stordiscono con una sequenza a onda (wave motion), spingendo i loro limiti fisici al massimo sino a che tutto si trasforma, come tramite un effetto morphing, in un’unica grande, sfrenata, incontrollata, energia (NDT – il morphing è uno dei primi effetti digitali sviluppati dall’industria cinematografica e consiste nella trasformazione fluida, graduale e senza soluzione di continuità tra due immagini di forma diversa).
Apparentemente casuale ma di una precisione impressionante, la performance si dilata, si dissolve, si sposta. Il tempo si spezzetta e poi si amalgama nuovamente. Una fisicità trasudante, un movimento fluido, audace, cangiante, che si reinventa di continuo. Dall’estasi alla confusione, dal costruire allo smantellare, If you could see me now sfida le aspettative, le mescola, le trita, sino a farle imperativamente fermare. Trova un punto estremo e devia poi in un’altra dimensione, cristallizzando tutto in qualcosa di nuovo e diretto. Una liberazione.

Non è un’esagerazione dire che questo tipo di esperienze determineranno il future del teatro” – Alexander Hiskemuller, Trouw (quotidiano olandese).

Arno Schuitmaker, ripensando l’arte performativa e la danza, crea lavori che bisogna esperire. È uno degli artisti più interessanti della sua generazione nei Paesi Bassi, con il suo forte focus sulla relazione basata sulla percezione e il dialogo tra pubblico e performer. Attraverso un’integrazione radicale di continuità, di movimento perpetuo con musica elettronica e luce, ognuna delle sue performance transdisciplinari dilata il modo in cui facciamo esperienza dello spazio e del tempo. Come in uno stato di trance, i suoi lavori sono delle meditazioni trasformative sulle profondità della nostra esistenza. Nell’ottobre del 2019 The Way You Sound Tonight, il suo ultimo lavoro, ha ricevuto il premio di produzione danza come miglior lavoro dal VSCD. Altri lavori acclamati sono EXIT (2009), TIDE (2011), The Fifteen Project | DUET (2012), I is an Other (2014), Together_till the end (2015), e la trilogia per tre performer WHILE WE STRIVE (2015), I will wait for you (2016) and If You Could See Me Now (2017). The Way You Sound Tonight ha aperto il festival di danza olandese nel giugno 2018.
Le sue performance sono state presentate in più di 20 Paesi europei ed extraeuropei in teatri rinomati e importanti festival di arte performativa. Il Tanz magazine ha definito Arno come Miglior coreografo promettente del 2017 e Dance Europe l’ha citato tra le massime figure di rilievo dei Paesi Bassi. Vince anche il premio Dioraphte Encouragement e il secondo premio della giuria al [re]connaissance 2016.

Coreografia Arno Schuitmaker
Tecnica Vincent Beune
Drammaturgia Guy Cools
Musiche Wim Selles
Disegno Luci Vinny Jones
Costumi Inge de Lange
Danzatori Stein Fluijt, Ivan Ugrin, Kim Amankwaa
Direttrice produzione Jorienne Bloom
Produzione SHARP/ArnoSchuitemaker
In coproduzione con HELLERAU Europäisches Zentrum der Künste, O Espaço Do Tempo Associação Cultura, CN D Centre national de la danse Pantin, KLAP Maison pour la danse and Tafelhalle im KunstKulturQuartier
Contributi speciali Performing Arts Fund NL, Fonds 21, VSBfonds e Prins Bernhard Cultuurfonds

PRIMA REGIONALE

durataduration 55’

TRIAL

TU HOANG (VN)

26 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 Torino

TRIAL: due uomini si muovono armoniosamente insieme. Impulsi veloci e movimenti dettagliati, le mani rapidamente si inseguono. La complessità e la sincronicità sembrano inseparabili. Chiaro e cristallino, in questo lavoro i danzatori riescono a trovare la tranquillità l’uno nell’altro. Piccoli gesti e azioni nervose si scontrano in una frizione che sottostà alla dinamica della relazione. Lentamente cominciano a ergersi barriere e gradualmente crescono più forti. Nella paura di essere proprio davanti a una battaglia, i due uomini cominciano a competere l’uno contro l’altro. Spingono, si sfidano e infine gareggiano sino a perdersi e a evolversi in due identità separate.

TU HOANG, classe 1988, è un coreografo indipendente vietnamita di Hanoi. Attualmente lavora come danzatore nella compagnia Conny Janssen Danst di Rotterdam, in Olanda.
A dieci anni scopre il kung fu e da allora inizia il suo interesse per il corpo e il movimento, così entra all’Accademia nazionale di danza vietnamita e nel 2006 si diploma in Balletto Classico. Nel 2017 inizia il suo viaggio in Europa, volto a studiare da vicino la danza contemporanea. Dal 2010 si dedica alla coreografia creando una sua identità artistica e combinando il suo background di arti orientali – come il kung fu, il tai chi -, i movimenti gestuali che ne derivano insieme ad altre arti performative come l’urban hip hop e la danza contemporanea.
Nel 2018 il suo lavoro Trial vince il terzo posto come “Audience Choice” e il premio “B.OOM festival production” al Contest Internazionale di Coreografia di Copenhagen. Tu Hoang vince anche il primo premio al New Dance for Asia di Seul, il terzo posto al contest Solo/Duo al Masdanza, l’Audience first choice 2019 alla Tanzplattform di Bern ed è Special Mention from the Jury al Masdanza Extended tour durante la 24° edizione del Mas Danza.
Ha danzato in diverse compagnie importanti per più di dieci anni, come il Balletto dell’Opera Nazionale del Vietnam, Cinevox Junior Company, Regensburg Ballett, Ballett Pforzheim, Byaccident Dance, Ballett Stadttheater Pforzheim, Conny Janssen Danst.

Di Tu Hoang
Con Tu Hoang, Tuan Tran

Terzo posto “Audience Choice”
Premio “B.OOM festival production” al Contest Internazionale di Coreografia di Copenhagen
Primo premio al New Dance for Asia di Seu
Terzo classificato al contest Solo/Duo di Masdanza
Premio “Audience first choice” alla Tanzplattform 2019 di Bern
“Special Mention from the Jury” al Masdanza Extended tour durante la 24° edizione del Mas Danza

PRIMA NAZIONALE

durataduration 12’

POSARE IL TEMPO

CLAUDIA CATARZI (IT/FR)

22 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Casa del Teatro Corso Galileo Ferraris, 266 Torino

Sono il corpo e il tempo i protagonisti. Un corpo che si sdoppia o si associa a un suo simile, che sperimenta su di sé, che riflette sulla propria materia organica e che esplora i propri limiti. Il più grande interlocutore del corpo è il tempo: quello che scorre, quello musicale delle percussioni, quello universale. Che forma ha il corpo di chi rimane in una certa posizione nel momento in cui un artista lo plasma, lo ridisegna e lo adatta ai limiti di una tela o alle dimensioni della materia? È su questo che si interroga Claudia Catarzi che vanta un percorso di formazione non solo nella danza ma anche nella scultura.
La materia prima: due corpi, due elementi dell’ordinario, due persone, due ritratti, due entità scultoree, due frammenti, due e a volte uno. Come creta nelle mani di uno scultore sono a servizio di questo esperimento, dello stare, restare, trasformare. “Posiamo” per essere guardarti, “posiamo” il nostro peso, ineluttabilmente sottostiamo alle leggi fisiche della gravità e misteriosamente parliamo senza parole con i nostri corpi, raccontando storie inudibili. Posare il tempo invita a lasciare da parte il nostro insaziabile bisogno di comprendere.

Claudia Catarzi ha danzato per compagnie internazionali quali l’Ensemble di Micha Van Hoecke, Constanza Macras’ Dorky Park, Iztok Kovac’s En-Knap Group, Yasmeen Godder ed è stata ospite della Batsheva Dance Company, Sasha Waltz & Guests. Ha partecipato al cortometraggio di Peter Greenaway The Towers. Queste ricche esperienze hanno portato alla creazione del solo Qui, ora nel 2011, premiato da numerosi riconoscimenti e selezionato, tra gli altri, per Aerowaves Spring Forward Festival. Il solo Sul punto ha vinto il premio della giuria e il premio del pubblico al Romaeuropa / Festival DNA 2013. Sempre per l’anno 2017 è scelta come danzatrice dell’anno da Tiago Bartolomeu Costa nel libro annuale della danza, balletto e performance 2017, “Jahrbuch 2017 der tanz – Zeitschrift für Ballett, Tanz und Performance“, con 40.000 centimetri quadrati.
Le sue due ultime creazioni, A set of timings e Posare il tempo la vedono per la prima volta condividere la scena con due figure femminili. Entrambe coproduzioni internazionali grazie alle quali Claudia riceve per la prima il sostegno di Tremplin, network dei partners Centre national de la Danse Contemporaine‐ Angers, Danse à tous les étages! Rennes, L’étoile du Nord‐paris, Le Mac Orlan, Brest, Centre chorégraphiques National de Nantes, Les Quinconces/ L’Espal ‐ Le Mans, Le Triangle – Rennes, Spectacle vivant en Bretagne e dei partners soci Honolulu – Nantes, Le Pont supérieur – Nantes, L’intervalle – Noyal sur Vilaine, Le Musée de la danse – Rennes, Le Quartz – Brest, Le théatre universitaire de Nantes, Musique et Danse en Loire Atlantique, Onyx- Saint-Herblain. Grazie all’ultima creazione Claudia è nominata artista associata del CDCN di Bordeaux, La Manufacture / Bordeaux- Nouvelle Aquitaine.

Coreografia Claudia Catarzi
Con Claudia Caldarano, Claudia Catarzi
Percussioni live Gianni Maestrucci
Drammaturgia Amina Amici
Musiche originali e drammaturgia sonora Bruno De Franceschi
Sound design Francesco Taddei
Light design Massimiliano Calvetti, Leonardo Bucalossi
Produzione La Manufacture – Centre de Développement Chorégraphique National Bordeaux Nouvelle – Aquitaine
In coproduzione con La Briqueterie – Centre de Développement Chorégraphique National du Val-de-Marne, POLE-SUD – Centre de Développement Chorégraphique National / Strasbourg, Art Danse – Centre de Développement Chorégraphique National Dijon Bourgogne, Centre Chorégraphique National Malandain Ballet Biarritz, Le réseau Tremplin: Danse à tous les étages – Bretagne, L’Etoile du Nord – Paris, Le Mac Orlan – Brest, Le Triangle – Rennes, Chorège – Falaise, Centre Chorégraphique National de Nantes, CANGO – Firenze, Company Blu
Con il contributo di MIBACT e Regione Toscana, Zebra | Cultural Zoo
Con il sostegno di Glob Théâtre – Bordeaux, SPAM! – Porcari, Teatro Era – Pontedera, Armunia – Castiglioncello, Le Murate – Firenze, Centro arte contemporanea | Museo Pecci (Prato)

PRIMA REGIONALE

durataduration 30’

MATCH 2

WE COMPAGNIE / Vilma Pitrinaite (LT/BE)

20 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Casa del Teatro Corso Galileo Ferraris, 266 Torino

MATCH 2 esplora la competizione attraverso uno sfoggio grottesco e comico di ego e aggressività, desidera farsi metafora della società attuale, rivelandone l’aspetto competitivo, una delle caratteristiche che meglio delinea i nostri tempi. La competitività, infatti, riguarda il nostro mercato economico, il nostro lavoro, le nostre relazioni e, in fondo, ogni aspetto della vita quotidiana. MATCH 2 è nato con l’intenzione di interrogarsi sui concetti di miglioramento, arricchimento e progresso e, allo stesso tempo, di analizzare i sistemi di valore che dirigono e formano il comportamento, la cultura, la società.

In sgargianti tutine psichedeliche, le performer si muovono in simbiosi sul palco, ognuna cercando di imitare e superare l’altra. Si alternano momenti di foga a momenti di calma, in cui la coreografa Vilma Pitrinaite e la danzatrice Sabina Scarlat (costumista dello spettacolo) si sfidano continuamente in vari esercizi. In uno splendido connubio tra danza e teatro, le due “concorrenti” rivelano gli aspetti più ridicoli della rivalità e la nostra necessità di paragonarci continuamente agli altri.

WE Compagnie è stata fondata tra i corridoi del National Theater di Strasburgo da Vilma Pitrinaite e Thomas Pondevie, allora studenti. Il loro primo progetto In every man, there are two who dance, basato su Oxygen di I. Viripaev partecipa al festival JT14, presso il Théâtre de la Cité Internationale di Parigi e al festival Premières del teatro Maillon di Strasburgo. Il loro secondo lavoro, Miss Lithuania, affronta alcuni codici culturali e stereotipi attuali, è stato selezionato all’Aerowaves Spring Forward del 2015, nominato come miglior spettacolo della stagione dallo spazio culturale Confluences a Parigi ed è ancora in circolazione tra Europa e Stati Uniti.
Tra i lavori più recenti della compagnia, oltre a MATCH 2, Somaholidays nominato per il premio Golden Cross in Lituania. La WE Compagnie crede che creare performance sia una proposta sociale radicale, un grande travestimento per compiere azioni illecite e sovversive, quali per esempio il non prendere parte a certi sistemi – economici, gerarchici, familiari – che hanno il potenziale per costruire nuovi metodi partecipativi.

Vilma Pitrinaite, dopo una formazione come ginnasta, si dedica completamente alla danza presso l’Aura Dance Theater in Lituania. Nel 2007 si sposta in Francia per proseguire gli studi al CDC di Tolosa. Successivamente consegue un Master a Montpellier, presso il Centre Chorégraphique National, e completa gli studi in regia teatrale presso il National Theater di Strasburgo, dove fonda la We Compagnie. Dal 2012, parallelamente ai suoi progetti, collabora con coreografi e registi quali Mitia Fedotenko, François Verret, Philippe Grandrieux, Karim Bel Kacem, Hubert Colas, Vincent Thomasset, cie Mossoux-Bonté e Karine Ponties.

Di e con Vilma Pitrinaite, Sabina Scarlat
Concept Emily Gastineau, Vilma Pitrinaite
Disegno luci Caroline Mathieu
Video Zoltan Molnar
Costumi Sabina Scarlat
Drammaturgia Pascale Gigon
Produzione WE Compagnie/Vilma Pitrinaite

Compagnia selezionata per Objectifs Danse (Be)

PRIMA NAZIONALE

durataduration 20’

GRACES DIGITAL

Silvia Gribaudi / Zebra (IT)

20 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Casa del Teatro Corso Galileo Ferraris, 266 Torino

GRACES_digital Behind the scene è uno sguardo al dietro le quinte dello spettacolo Graces e del suo processo creativo. Ripensato per il formato digitale di Interplay Festival, GRACES_digital contiene l’eco della relazione con i luoghi e le persone che hanno ospitato la compagnia e la visione di come ogni cosa, ogni singolo attimo presente, possa diventare parte preziosa della costruzione artistica. Immagini dello spettacolo si alternano con testimonianze esclusive di Silvia Gribaudi, dei perfomer e di Matteo Maffesanti, regista e autore del video. Un viaggio che va oltre la performance e che ne racconta la nascita e lo sviluppo, i luoghi in cui è stato e quanto di questi si è portato con sé.

Bellezza, scultura e natura. Questi gli ingredienti del nuovo lavoro di Silvia Gribaudi, Premio Danza&Danza 2019 come Produzione Italiana, ispirato allo scultore Antonio Canova e alla sua opera tra il 1812 e il 1817. Cos’è la bellezza? Come si manifesta? L’ispirazione è mitologica. Le tre grazie, Euphosyne, Aglaea e Thalia, figlie di Zeus, erano creature divine in grado di diffondere splendore, gioia e prosperità. In scena tre corpi maschili, tre danzatori in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. Con loro anche la stessa Gribaudi, in una performance dove il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura. Silvia Gribaudi ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte tramite una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini tra danza, teatro e performing arts.

Negli ultimi 10 anni l’artista si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo. Le grazie sono diventate canone estetico neoclassico, ma prima di ogni cosa incarnano gioia, splendore e prosperità. Il linguaggio di Silvia Gribaudi continua la sua ricerca sul tempo dell’umorismo e la serietà del gesto, sulla risata che nasce da uno studio metodico sulle forme del corpo. Lo spettacolo è in linea con la poetica dell’artista, che si avvale di una ricerca costante di confronto e inclusione con il tessuto sociale e culturale in cui le performance si sviluppano. Il suo linguaggio artistico nasce dall’incontro tra danza e ironia, cruda ed empatica.

Dopo i successi di A Corpo Libero (2009) e R.OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi (2017), Gribaudi crea uno spettacolo con tre giovani performer, proseguendo la propria ricerca sul valore estetico, sociale e intellettuale dello humour e del corpo.

Silvia Gribaudi, nata a Torino, è un’artista e coreografa il cui linguaggio attraversa arti performative, danza e teatro, focalizzando la propria ricerca sul corpo e sulla relazione con il pubblico. La sua poetica si avvale di una ricerca costante di confronto e inclusione con il tessuto sociale e culturale in cui le performance si sviluppano. Il suo linguaggio artistico nasce dall’incontro tra danza e ironia cruda ed empatica. Nel 2009 crea A corpo Libero che vince il Premio pubblico e giuria per la Giovane Danza d’Autore e viene anche selezionato da Aerowaves Dance Across Europe, Biennale di Venezia, Dublin Dance Festival, Fringe Festival, Dance Victoria Canada, al Festival Do Disturb a Palais De Tokyo di Parigi e a Santarcangelo Festival. Dal 2013 al 2015 si concentra sul corpo e la nudità con:

The film containsnudity e What age are you acting? – Le età relative (progetto Act your age). Nel 2017 è selezionata in Italia tra i coreografi del Network ResiDance Anticorpi XL 2017. Nel 2016 e 2017 è regista e coreografa di tre diverse performance (My Place,

Felice e R. OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi) dove il corpo del performer diventa protagonista attraverso la propria identità espressiva. Nel 2017 debutta a Vancouver, Canada, in una coproduzione italo-canadese con Tara Cheyenne dal titolo Empty. Swimming. Pool e R. OSA è finalista al Premio Ubu e al Premio Rete Critica.

Nel 2019 debutta con lo spettacolo Graces progetto vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019, selezionato da NID Platform, finalista al premio Rete Critica 2019, e con la performance Humana Vergogna – per cui cura la coreografia – parte del progetto La Poetica della Vergogna di Fondazione Matera Capitale della Cultura 2019 e #Reteteatro41. Nel 2019 inizia a lavorare sulle nuove produzioni: MON JOUR! coprodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile del Veneto e sostenuto dal progetto Europeo Corpo Links Cluster; OUT OF PLANET sostenuto da Ètape Danse e sviluppato insieme al danzatore e coreografo libanese Abou Diab.

Montaggio video Matteo Maffesanti
Coreografia Silvia Gribaudi
Drammaturgia Silvia Gribaudi, Matteo Maffesanti
Con Silvia Gribaudi, Siro Guglielmi, Matteo Marchesi, Andrea Rampazzo
Disegno luci Antonio Rinaldi
Assistente tecnico luci Theo Longuemare
Direzione tecnica Leonardo Benetollo
Costumi Elena Rossi
Produzione Zebra
Con il sostegno di MIBACT
Progetto realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia – progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, Zona K
Residenze artistiche ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia, Klap – Maison Pour la danse Marsiglia, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Centro di Residenza Armunia/CapoTrave Kilowatt, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale: Centro di Residenza Emilia-Romagna, Dansstationen, Danscentrum Syd, Skånesdansteater Malmö Svezia
In collaborazione con festival, rassegne e stagioni a cura di Anticorpi XL Ater, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Teatro Comunale di Vicenza, Artedanzae20, Teatro Pubblico Pugliese, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus

Spettacolo selezionato a NID Platform 2019
Finalista al Premio Rete Critica 2019
Premio Danza&Danza 2019 come Produzione Italiana
Vincitore di CollaborAction#4 2018/2019, azione del Network Anticorpi XL coordinata da Mosaico Danza

PRIMA REGIONALE

durataduration 50'

TO DA BONE

BALLET NATIONAL DE MARSEILLE / (LA)HORDE (FR)

22 Maggio 2020 21.00
diretta sul canale youtube di Mosaico Danza

Casa del Teatro Corso Galileo Ferraris, 266 Torino

TO DA BONE. In un mondo dove le rivoluzioni accadono di notte e le leggi sono delegate al giorno, quali nuove forme può prendere la ribellione? To da bone è un lavoro che ambisce a raccontare una “danza” nata dalla profonda rivolta della gioventù che vive nelle periferie delle grandi città del nord Europa.

Una danza nata ispirandosi alla scena musicale hardcore techno anni ’90 e che utilizza diversi stili che vanno dalla Hard-Dance, al Tekstyle e allo Shuffle, ma in particolare il Jumpstyle, detto anche Jump, nato e diffusosi tramite YouTube e concentrato su salti e il movimento delle gambe, dove le braccia vengono utilizzate principalmente per mantenere l’equilibrio. Il collettivo (LA)HORDE indaga sul ruolo dei social media, con particolare attenzione proprio a YouTube e Facebook, visti come metodo di espressione, analizzando il loro ruolo nella diffusione della cultura, in questo caso della danza che talvolta nasce proprio postando video sui social network, creando così un sistema di gare virtuali e reali tra le comunità di riferimento.

I giovani condividono le loro routine online, scambiandosi stili e idee, facendo emergere di conseguenza nuove comunità interattive. Definendo il proprio linguaggio “post internet”, (LA)HORDE si interroga sul ruolo dei nuovi media e su come questi possano mobilitare le masse per creare movimenti di opposizione politica e sociale.
TO DA BONE è stata presentata nel 2016 durante il Danse Elargie a Parigi al Théâtre de la Ville, riscuotendo sin da subito un grande apprezzamento di pubblico, con le sue modalità espressive e coreografiche.

(LA)HORDE è un collettivo fondato nel 2013 da tre artisti: Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, e Arthur Harel. Insieme studiano i codici di diverse discipline artistiche, specialmente la performing art e lo spettacolo dal vivo. Alla direzione del Ballet National de Marseille da Settembre 2019, dichiarando di voler “aprire le rappresentazioni”, portandole in spazi urbani e culturali. Hanno creato lavori coreografici, film, installazioni video e performance, sviluppando scenari e azioni che affrontano temi e questioni attuali e contemporanee.
Nei suoi lavori (LA)HORDE collabora con le comunità di individui ai margini della grande scena, e una parte della loro arte è anche una pratica di inclusione sociale che coinvolge gruppi di settantenni, performer ciechi, fumatori, giovani, poiché al centro del loro lavoro c’è il corpo. Contrari a ogni forma di gerarchia e di appropriazione culturale, creano uno spettacolo potente, energico, che toglie il fiato.

Coreografia (LA)HORDE / Marine Brutti, Jonathan Debrouwer, Arthur Harel
Regia e tecnica David Goualou
Musiche Aamourocean (Antoine Boule, Ulysse Klotz)
Disegno Luci Patrick Riou
Danzatori 11 non ancora specificati
Referente audio e coach del gruppo danzatori Céline Signoret
Amministrazione e produzione Clemence Sormani

PRIMA NAZIONALE

durataduration 60'

MOSAICO DANZA