I N T E R P L A Y / 26
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA CONTEMPORANEA & PERFORMING ARTS
XXVI edizione
26 maggio > 3 luglio + 16 settembre 2026 – TORINO
a cura dell’Associazione Culturale Mosaico Danza
Direzione artistica Natalìa Casorati
C’è una città che, ogni primavera, smette di guardare la danza come spettacolo e comincia a viverla come esperienza collettiva. Giunto alla sua 26° edizione, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea & Performing Arts promosso dall’Associazione Culturale Mosaico Danza torna dal 26 maggio al 3 luglio, con una data in coda il 16 settembre, confermandosi uno dei riferimenti più solidi e visionari del panorama coreutico italiano.
Sotto la direzione artistica di Natalia Casorati, Interplay/26 si dispiega attraverso tre teatri, 1 MUSEO, 5 spazi multidisciplinari, di cui 2 in contesti outdoor in natura.
Attraversando luoghi centrali e periferici della città in un’ottica dichiarata di accessibilità, riequilibrio territoriale e dialogo con lo spazio urbano. Il programma conta 28 spettacoli, con 16 creazioni di coreografi e coreografe italiane, 12 produzioni di artisti europei provenienti da 7 paesi e 5 lavori di artisti da 3 paesi extra UE — per un totale di 9 prime nazionali. In cartellone figurano 2 vincitori del Premio UBU, 3 del Premio Danza&Danza, 4 prime nazionali di compagnie sostenute dal FNSV del Ministero della Cultura e 5 prime di artisti internazionali. Un confronto dinamico, all’insegna della sperimentazione e dell’innovazione, che intreccia visioni estetiche, poetiche e coreografiche eterogenee.
Una mappa tematica del presente
Il programma, come nelle ultime edizioni, è strutturato attorno a quattro macro-aree tematiche, che disegnano una mappa poetica e politica della danza contemporanea.
RITUALI CONTEMPORANEI raccoglie gli spettacoli in cui il corpo diventa dispositivo sensibile, attraversando immaginari arcaici, urbani e magici: i lavori di Carlos Aller & Cecilia Bartolino (Frantics), Leïla Ka, Adriano Bolognino, Francesco Marilungo, YOY Performing Arts, Pablo Ezequiel Rizzo e Bassam Abou Diab indagano il rito come spazio di attraversamento tra passato e presente. In CORPO POLITICO, la danza assume una dimensione critica e sovversiva: corpi che inciampano, falliscono, invecchiano, trasformando la fragilità in strategia coreografica, con Wooshing Machine, ERTZA, Vittorio Porcelli, Francesca Santamaria, Andrea Costanzo Martini, Carlo Massari e il collettivo (LA)HORDE. CORPO SELVAGGIO percorre le creazioni che rifiutano la rappresentazione per privilegiare l’azione e la resistenza fisica — BTT, Daniele Ninarello, RIART Dance Company, Stefania Tansini, Hugo Marmelada e Collettivo Lattea — in lavori dove la fisicità è antinormativa, radicalmente presente e compulsiva. Chiude la mappa ANATOMIA DEL GESTO: uno spazio dedicato alla forma, alla tecnica e alla trasmissione della danza come archivio vivente, con le opere di Lost Movement, Guy Nader & Maria Campos, Parini Secondo, Vittorio Pagani e Simone Le Borgne.
Artisti di rilievo internazionale
Apre il festival il 26 maggio, alla Casa del Teatro, la compagnia italo-belga WOOSHING MACHINE con Ma l’amor mio non muore | Epilogue (prima regionale). Fondata nel 1998 dall’incontro tra Mauro Paccagnella e Alessandro Bernardeschi, la compagnia muove tra danza, teatro, clownerie, gravità e leggerezza. Carlotta Sagna — formata dalla madre Anna Sagna, poi all’Accademia di Monte-Carlo, alla Mudra-Béjart di Bruxelles, e per oltre dodici anni con la Needcompany di Jan Lauwers — Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella attraversano equilibri instabili e gesti di sostegno reciproco, interrogando il tempo, l’amore e il corpo come luoghi di resistenza. Con autoironia graffiante, i tre corpi — che invecchiano e con le loro «articolazioni che scricchiolano» — pongono una domanda bruciante: che fare dei nostri involucri mortali?. La compagnia è premiata con il Prix Luminux for Theatrical Moment e il Total Theatre Award per l’originalità e l’innovazione del proprio lavoro coreografico. Nella stessa serata, nell’Arena, la compagnia FRANTICS porta We Will Not Lower Our Voices di Carlos Aller (prima nazionale): un duo di Katerina Markoulidaki e Cecilia Bartolino, avvolgente intreccio di danza contemporanea, urban e folk che celebra memoria, solidarietà e trasformazione femminile, premiato con il 2° Premio Danza en el Camino 2024 e il Premio Internationales Solo Tanz Theater Festival Stuttgart 2023.
Il 28 maggio è la volta di uno degli appuntamenti più attesi: LEÏLA KA con Maldonne (prima regionale). In scena cinque danzatrici che esplorano fragilità, ribellioni e identità plurali del femminile attraverso quaranta abiti — da sera, da sposa, da notte, da ballo — in una partitura eclettica che attraversa Shostakovich e Lara Fabian. Formatasi come artista urbana, Leïla Ka ha debuttato come coreografa nel 2018 con il solo Pode Ser, eseguito oltre duecento volte e premiato con sei riconoscimenti internazionali. Maldonne — sua prima creazione corale — è stata nominata per l’International Dance Prize 2025 al Sadler’s Wells di Londra, e la coreografa ha ricevuto il riconoscimento di révélation chorégraphique dal Syndicats de la critique nel 2022.
Il 30 maggio, nella sezione urbana del festival a Barriera di Milano, la compagnia spagnola ERTZA di Asier Zabaleta presenta UN’WE (prima nazionale), interpretato da due danzatori mozambicani, Fenias Nhumaio e Deissane Machava. Il titolo significa «solo uno» in lingua changana: un lavoro che riflette su un mondo apparentemente unificato dai media ma profondamente frammentato e diseguale, nato da una collaborazione artistica tra Spagna e Mozambico sostenuta dall’Ambasciata di Spagna e dall’AECID – Cooperación Española.
Il 4 giugno alla Casa del Teatro, il collettivo marsigliese (LA)HORDE — direttori artistici del Balletto Nazionale di Marsiglia dal 2019 — presenta People Used To Die (prima regionale), rework 2025 realizzato per i quindici danzatori di EQUILIBRIO DINAMICO: l’unica compagnia italiana per cui il collettivo abbia coreografato. Il lavoro — rielaborazione dell’originale Avant les gens mouraient, creato nel 2014 per l’EDCM di Montréal — esplora i linguaggi dell’hardjump, dell’hakken e del jumpstyle, trasformando codici nati nella cultura club in una potente riflessione su massa, individualità e memoria del corpo. Vincitori del Premio SACD per il Nuovo Talento della Coreografia 2022, del Premio Unifrance a Cannes per Ghosts (2023) e del Primo Premio Best Experimental ai Berlin Music Video Awards, (LA)HORDE ha coreografato anche il Celebration Tour di Madonna e per brand come Burberry e Isabel Marant.
Il 5 giugno al Teatro Astra debutta in PIemonte Natural Order of Things di GN|MC — Guy Nader e Maria Campos (LB/ES), opera ispirata ai sistemi auto-organizzati della natura, premiata con tre Premi MAX 2025 e co-prodotta da Mercat de les Flors, Grec 2024 Festival de Barcelona e La Biennale di Venezia/Biennale Danza 2024 (prima regionale).
Il 7 giugno, all’Imbarchino nel Parco del Valentino, MARILISA GALLICCHIO e ALESSIA SINATO portano in prima nazionale il duo Pack-Back: uno zaino come carico fisico e simbolico, metafora delle esperienze che ci abitano tra protezione e peso. Gallicchio è stata finalista al Premio Lorca 2022 e 2023 come Miglior Interprete di Danza Contemporanea.
Il 14 giugno agli spazi del Combo — ex edificio industriale riconvertito alla cultura — l’artista francese SIMON LE BORGNE, con musica dal vivo di Ulysse Zangs, porta Ad Libitum, performance che esplora vulnerabilità e libertà nel rapporto tra danza e suono.
Completano il panorama internazionale la compagnia portoghese DANÇA DE ALMADA con Contido di Hugo Marmelada, duetto sul rapporto tra individuo e strutture sociali, e il coreografo libanese BASSAM ABOU DIAB con una creazione multidisciplinare partecipativa sviluppata in residenza al Living Lab di Mosaico Danza, frutto di una call pubblica internazionale per danzatori e musicisti.
Artisti di rilievo nazionale
Nel programma di Interplay/26 spiccano alcune delle presenze più significative della scena italiana, capaci di restituire la pluralità e la vitalità della danza contemporanea nazionale.
La compagnia ZEBRA — guidata da CHIARA FRIGO e SILVIA GRIBAUDI, attiva da quattordici anni nella ricerca e nella diffusione della danza contemporanea italiana, con una forte vocazione sociale e un curriculum internazionale che include Big Pulse Dance Alliance, Boarding Pass Plus e Performing Gender — sostiene la nuova creazione di ANDREA COSTANZO MARTINI. Formatosi all’Heinz-Bosl Stiftung Ballet Akademien di Monaco, Costanzo Martini ha avviato la carriera all’Aalto Staats Theater di Essen, è entrato nel Batsheva Dance Company di Ohad Naharin nel 2006 e ha poi danzato nel Cullberg Ballet di Stoccolma nei repertori di Crystal Pite, Jefta van Dinther e Alexander Ekman. Il 12 giugno alla Lavanderia a Vapore presenta Pas de Cheval: un ironico duetto con FRANCESCA FOSCARINI che usa la metafora del cavallo per interrogare le dinamiche di potere, l’addestramento e la vulnerabilità del performer nel sistema dello spettacolo.
La compagnia pugliese EQUILIBRIO DINAMICO, fondata nel 2011 da ROBERTA FERRARA e riconosciuta dal Ministero della Cultura come Organismo di Produzione della Danza, è presenza ormai consolidata in festival e teatri europei, americani e asiatici. Il 4 giugno porta il dittico composto da People Used To Die di (LA)HORDE per 15 danzatori e Violetto Bellosguardo di Vittorio Porcelli, in collaborazione con la Fondazione TRG.
The company LOST MOVEMENT — fondata da NICOLÒ ABBATISTA e CHRISTIAN CONSALVO, pluripremiata, attiva su tematiche di genere e inclusione e curatrice dal 2022 del FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea — porta il 30 maggio a Barriera di Milano dancehALL (vincitore di Danza Urbana XL 2025): un contenitore techno-urban in cui salsa, cha cha cha, jive e polka vengono strappate al contesto e ridotte a schemi dinamici essenziali, capaci di coinvolgere pubblici eterogenei.
Il 9 giugno alla Lavanderia a Vapore, STEFANIA TANSINI (Compagnia Nanou) — vincitrice del Premio UBU 2022 come Miglior Performer Under 35 — porta la prima nazionale di Studi per M.: lavoro ispirato a Marcel Proust e alle connessioni tra memoria sensoriale e corpo non addomesticato, selezionato agli Open Studio della NID Platform 2025, con drammaturgia sonora di Enrico Malatesta e prodotto da Nanou e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza. Torna a Interplay anche Daniele Ninarello — fondatore di Codeduomo, formatosi alla Rotterdam Dance Academy, collaboratore di Sidi Larbi Cherkaoui, Virgilio Sieni e Ezio Bosso, e con creazioni presentate alla Biennale Danza di Venezia e ad Aerowaves — con I offer myself to you / expanded version: performance di trasmissione e condivisione di pratiche coreutiche attraverso il Laboratorio Permanente Il Corpo Intuitivo, in programma il 30 maggio e il 12 giugno.
FRANCESCO MARILUNGO, artista associato di Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza e vincitore ex aequo del Premio UBU 2024 – Miglior Spettacolo di Danza con Stuporosa, performance che invita a riflettere sul lutto come rituale collettivo]. Il 6 giugno alla Lavanderia a Vapore presenta Cani Lunari (prima regionale): performance corale che intreccia ritualità, trance e immaginari del femminile arcaico, con Vera Di Lecce, Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli e Francesca Linnea Ugolini. House dance, canti orali, formule magiche e il paesaggio sonoro tra elettronica ibrida e tradizione salentina di Vera Di Lecce danno forma a una partitura sospesa tra terrestre e divino. Il progetto è vincitore del Premio CollaborAction – Network Anticorpi XL.
Chiude il focus nazionale il 3 luglio CARLO MASSARI — fondatore della C&C Company, vincitore del Premio CollaborActionXL 2020 e dal 2025 co-direttore artistico del progetto SPaCCa (fusione tra C&C Company e Sanpapié Company) — porta STRANO: un universo interiore caotico e poetico dove il corpo diventa campo di tensione tra desiderio, costrizione e immaginazione.
Artisti emergenti
Interplay conferma il proprio consolidato ruolo di festival di scouting, sostenendo il dialogo tra ricerca, sperimentazione e professionalizzazione.
Il 31 maggio alla GAM — Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il collettivo YOY Performing Arts (Emma Zani, Roberto Doveri, Timoteo Carbone) porta Meraki (prima regionale): performance che unisce danza, musica e arti visive in collaborazione con Medhat Shafik, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, con la poesia Itaca di Kavafis. Vincitori di Giovane Danza Italiana YTI Project, del Progetto Cura 2025 e del bando SIAE Nuove Opere, selezionati per la NID Platform 2025.
Il 4 giugno alla Casa del Teatro, VITTORIO PORCELLI — performer di Marina Abramović e già distinto agli Open Studio della NID Platform 2025 — porta Violetto Bellosguardo: rilettura al maschile del personaggio di Roald Dahl, già presentata al 3rd Performance NOW! Festival (Ungheria), Festival Nutida (Italia) e L’Escalier (Svizzera). Nella stessa serata ADRIANO BOLOGNINO — vincitore di due Premi Danza&Danza e, fresco del successo ottenuto il 6 febbraio 2026 alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina a San Siro — porta il duetto Last Movement of Hope con Laura dell’Agnese e Cristina Roggerini, sulla fragilità e la resilienza delle relazioni umane.
Il 6 giugno alla Lavanderia a Vapore, FRANCESCA SANTAMARIA (Codeduomo) presenta in prima nazionale Good Vibes Only – beta test: lavoro satirico sulla performatività digitale e lo scrolling compulsivo, selezionato da Aerowaves Twenty26 e vincitore di Danza Urbana XL 2025.
Il 7 giugno all’Imbarchino, la RIART Dance Company di Pamplona (Rafa Arenas e Idoia Rodríguez) porta Los Invisible (prima nazionale): duetto che fonde danza urbana, contemporanea e parkour per indagare ciò che sostiene invisibilmente i corpi e le relazioni, selezionata dalla Red Acieloabierto.
Il 9 giugno alla Lavanderia a Vapore, triplice appuntamento. Dopo lo spettacolo di Stefania Tansini, PARINI SECONDO porta nell’Arena Hit Out porta nell’Arena Hit Out (prima regionale) — spettacolo firmato con il musicista elettronico Bienoise (Alberto Ricca) che trasforma il salto della corda in partitura coreografica, vincitore del programma Boarding Pass Plus 2023 e del bando SIAE Nuove Opere. Alle 21:30 al Teatro, VITTORIO PAGANI (Codeduomo) porta Superstella: indagine sul processo creativo e sui meccanismi di produzione della danza, selezionata per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore, la NID Platform 2025 e Aerowaves/25, e già presentata al Romaeuropa Festival.
Il 12 giugno, PABLO EZEQUIEL RIZZO / VOLUPTAS presenta Sex.exe (prima regionale): spettacolo multidisciplinare vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2025 e del Bando Must Be The Space di MILANoLTRE, che mette in dialogo iconografie antiche e contemporanee attraverso il corpo.
Chiude il calendario il 16 settembre il COLLETTIVO LATTEA con l’anteprima di Moraine – Capitolo I: con l’anteprima di Moraine – Capitolo I: progetto che riflette sulla perdita e sulla trasformazione con costumi realizzati dalla Fondazione Pistoletto, videoproiezioni e drammaturgia luminosa a cura di Punto Rec.
Talk, dialogo e processi
Il festival sceglie di andare oltre la semplice esibizione, trasformando la scena in uno spazio di riflessione condivisa attraverso due talk tematici.
In apertura del festival, il 26 maggio si apre il ciclo degli approfondimenti con “Le Forme della Danza“: lo spettacolo di Whooshing Machine diventa punto di partenza per una riflessione sull’eredità artistica e pedagogica di Anna Sagna, torinese tra le figure più significative della danza italiana del Novecento, il cui pensiero ha promosso un’estetica fondata sull’espressività del movimento superando i canoni accademici. Dialogano con gli artisti- fra i quali la figlia di Sagna, Carlotta – i rappresentanti del Collettivo VIE (gruppo di ricerca universitario sull’eredità della scuola Bella Hutter) e il professor Alessandro Pontremoli, Ordinario di Discipline dello Spettacolo all’Università di Torino e co-autore del saggio biografico su Anna Sagna.
Il 4 giugno, dopo gli spettacoli alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il palco diventa laboratorio con “PANIC ROOM – Giovani corpi, urgenze del presente“: un dialogo aperto tra artisti — Equilibrio Dinamico con le coreografie di (LA)HORDE, Vittorio Porcelli e Adriano Bolognino — che attraverso linguaggi dalla breakdance al jumpstyle affrontano identità di genere, emarginazione, senso di appartenenza e costruzione di sé. In dialogo con loro, Emiliano Bronzino, Direttore Artistico della Fondazione TRG, e un rappresentante dell’associazione Tiarè — attiva dal 2000 con approccio clinico, relazionale e sociale sulle urgenze dei giovani. Il palco si trasforma così in luogo di ascolto, confronto e riflessione democratica sulle emergenze che attraversano il presente delle nuove generazioni.

